Italia? Esiste ancora?
Gennaio 2011, stazione Termini, Roma.
L’esser giunto nella Capitale d’Italia dopo molto tempo, è stata una grande un’emozione, durata ahimè poco, troppo poco. L’ultima volta che visitai Roma risaliva al 2005 e, nonostante fossi ancora un giovincello adolescente, non potei non apprezzare le meraviglie della città Capitale d’Italia e madre mondiale di civiltà.
Sarei un menzognero se non ammettessi con molto rammarico, che quest’ultimo viaggio sia definibile più come un sogno angoscioso dal quale non riuscivo a risvegliarmi, piuttosto che un “viaggio nel passato” alla ricerca di quelle sensazioni e percezioni, che avrebbero avuto come fine ultimo, l’estraniarmi – almeno momentaneamente – da questa società abietta, per ricondurmi “mentalmente” ai tempi in cui l’Italia era Italia e Roma madre di un Impero.
Mai così frequentemente come quei giorni trascorsi a Roma, m’è balzato in mente il concetto di patria e stirpe.
Ma per meglio comprendere le tempeste interiori che ho vissuto durante quei giorni, inviterei coloro che hanno letto il Mein Kampf, di far riferimento al periodo in cui Adolfo Hitler, per sciagurati motivi di sopravvivenza, dovette trasferirsi a Vienna. E’ proprio lì ch’egli inizia a formarsi le sue idee politiche, prendendo sempre maggiore coscienza della mancanza di una coesa identità nazionale dell’Austria.
Ebbene, oggi posso affermare di aver provato in modo similare, la sensazione d’estraneazione rispetto all’ambiente circostante che il futuro Führer provò in quei momenti di vita a Vienna; ciò è spiegato facilmente dal fatto che sentendosi lui tedesco, non riusciva ad integrarsi in una nazione come l’Austria di allora, avente una patria multi-“tutto” composta da: serbi, cechi, slovacchi, ruteni, croati, bosniaci, sloveni, polacchi, ed ebrei.
Chiusa questa piccola parentesi e tornando al mio viaggetto, mi accingo a raccontarvi d’una situazione che non avrei mai osato credere così grave…
Dopo aver varcato l’uscita della stazione Termini, percorrendo assieme alla mia fidanzata la piazza antistante ad essa, pareva d’essere in un gran pentolone in cui tutte le razze si mescolavano eterogeneamente, ripeto, ETEROGENEAMENTE. Con ciò voglio intendere, che ai miei occhi tutto appariva, tranne che degli uomini tra loro integrati socialmente: gruppi e gruppetti di diverse etnie che spadroneggiavano da una parte all’altra guardandoti con un’aria per niente fiduciosa, e interi quartieri dominati dalle minoranze etniche.
Non volendo suscitare odio nei confronti di alcuna razza, il problema – per mia personalissima opinione – è da ricercare nel fatto che queste persone erano completamente estraniate alla società italiana! Una società nazionale, in questo caso l’Italia, si chiama appunto “Italia” proprio perché dovrebbe possedere i suoi particolari usi e nei costumi, altrimenti non sarebbe “Italia”! Ma a Roma, la percentuale di deitalianizzazione che ho potuto provare sulla mia pelle, è stata crucciosa punto e basta.
Quello che io ho potuto constatare in modo diretto, è che, questa gente, oltre a formare i propri quartieri completamente isolati dal resto della società, era innegabilmente ed evidentemente isolata da tutto il contesto societario; Un esempio di apparente piccola importanza, ma di grande significato era rappresentato dalle insegne pubblicitarie scritte esclusivamente in lingue straniere. Ma attenzione! Non mi riferisco a casi isolati, ma ad interi quartieri così costituiti.
Detto ciò, prescindendo dal razzismo biologico che non condivido, non dimentichiamoci anche dell’importanza della tutela delle caratteristiche somatiche di ogni etnia, che dev’essere preservata proprio come preserviamo le varie razze animali in via d’estinzione; Bisognerebbe quindi realizzare, un sistema per il controllo dei flussi migratori giusto ed equilibrato, che tuteli le singoli stirpi e soprattutto, le singole identità nazionali.
Tornado alla questione “pratica”, non c’era ristorante dove ci fosse un menù completamente in italiano, non c’era indicazione di qualsivoglia genere che non avesse almeno l’integrazione in inglese, non c’era luogo in cui non si sentivano vari vocii di lingue incomprensibili alle mie orecchie, non c’era posto dove fosse tutto italiano!
Intanto che passeggiavo, invece di godermi i monumenti e le bellezze di italica e romana civiltà della città eterna, osservavo – e non riuscivo a far finta di nulla – come questa grande quantità e diversità di gruppi etnici quasi sovrastava alle popolazioni europee.
Mi sentivo uno straniero, un vero straniero, in terra straniera.
Vedevo un grado di deitalianizzazione pauroso, che mi ha incusso una paura tale, che ancora oggi, a distanza di mesi, mi fa rabbrividire al sol pensiero.
A proposito di processo di deitalianizzazione vorrei condividere e ratificare, facendo completamente mio, quanto sul “Popolo D’Italia” si scriveva nel ’38:
« Basta con gli usi e costumi dell’Italia umbertina, con le ridicole scimmiottature delle usanze straniere. Dobbiamo ritornare alla nostra tradizione, dobbiamo rinnegare, respingere le varie mode di Parigi, o di Londra, o d’America. Se mai, dovranno essere gli altri popoli a guardare a noi, come guardarono a Roma o all’Italia del Rinascimento… Basta con gli abiti da società, coi tubi di stufa, le code, i pantaloni cascanti, i colletti duri, le parole ostrogote. »
Nonostante quanto detto, mi sforzavo di credere che fosse normale una situazione del genere e che tale mia condizione interiore, fosse dovuta esclusivamente al mio forte nazionalismo interiore.
Accadde però, qualcosa che mi smentì subito…
Mi trovavo nella stazione del metrò, di fronte al Colosseo. Mentre leggevo alcuni cartelli recanti le indicazioni delle varie località raggiungibili colla metropolitana, ad un tratto mi si avvicinò un parroco che mi chiese: « scusi, sa per caso indicarmi dov’è il bagno? », « guardi, mi dispiace, ma non posso aiutarla perchè non sono di queste parti» risposi, mi fissò in viso e con espressione gioiosa mi rispose « va bene ragazzo, grazie comunque, almeno tu parli e sei italiano qui, menomale! ciao».
Lo fissai con sguardo sconvolto e mi “cadde il Colosseo in testa”.
Il mio disagio era fondato.
L’Impero Romano, Il Fascismo, Il Duce… e l’Italietta odierna…
Italia: terra secolare di civiltà, di imperi, di poeti, di artisti, di scienziati…
E’ proprio in questa regione geografica, che uno dei più grandi popoli di tutti i tempi (i romani) diede vita all’Impero Romano; quell’Impero portatore della civiltà ariana nel mondo.
In seguito al declino di questo grande Stato, le terre della nostra penisola non conobbero mai una vera e propria patria unitaria e identitaria, togliendo così il diritto al popolo che poco prima deteneva il potere nel mondo, di poter proseguire con le sue grandiose imprese.
Dopo secoli e secoli passati da una dominazione straniera all’altra, finalmente nel 1800, grazie alla rinascita del sentimento “patrio”, gli italiani si riunirono tutti sotto un’unica bandiera. Dopo la tanto agognata unità nazionale, il periodo della frantumazione politica in Italia era finalmente finito.
Un secolo dopo, un uomo, un grande uomo di nome Benito Mussolini, ridiede finalmente a Cesare quel che è di Cesare, donando per la seconda volta al popolo italico, ora divenuto italiano, un Impero da espandere e da amministrare.
Un impero avente lo scopo di esportare civiltà, senza opprimere le locali popolazioni! Esattamente al contrario di come hanno sempre fatto i folli imperial-capitalisti franco-anglo-americani, con la loro distorta concezione imperiale.
La concezione imperiale del fascista, come dalla tradizione romana, è ben diversa da quella che le masse conoscono.
Non è SFRUTTAMENTO! E’ ricerca di spazio vitale per la nazione conquistatrice, e, allo stesso tempo, è l’ esportazione dello spirito necessario in grado di elevare civilmente quei Popoli che per cause molteplici, sono rimasti “civilmente inferiori” alle società sviluppate.
Tornando al discorso dell’unità d’Italia, “su carta” era effettivamente fatta, ma bisognava unire GLI ITALIANI! E sistemare le loro abitudini troppo sbagliate…
Così l’uomo della provvidenza, Benito Mussolini, uno di quegli uomini che nascono circa ogni 2000 mila anni, dopo aver preso coscienza, della completa instabilità e incompatibilità con la vita umana dei due sistemi che fino ad allora avevano dominato il mondo (marxismo e capitalismo), ideò l’epica TERZA VIA. La via più equilibrata, la via più vicina all’uomo inteso come essere pensante e spirituale, quella via, che rendesse l’uomo pronto all’abnegazione quando necessario; un uomo incline al sacrificio e carico del senso di dovere. Ecco cosa fu il famoso “uomo nuovo” contrapposto all’uomo panciafichista, esterofilo e pantofolaio…
Quell’uomo positivo ma anti-positivistico, quell’uomo razionale ma anti-razionalistico, quell’uomo che pur conscio della giustezza di alcuni dei principi “immortali” della rivoluzione francese, li sappia interpretare nel loro reale significato (e non come voluto dai soliti… ideatori). A proposito del tema “Rivoluzione Francese”, vi invito a ricercare alcuni scritti di Bottai redatti con l’avallo di Mussolini negli anni ’30.
Ma chi fu veramente il Duce? Fu quell’uomo che rese grande l’Italia. La sviluppò economicamente e socialmente, infrastrutturalmente e tecnologicamente, ridandole finalmente la dignità che da secoli aveva perso. Eravamo invidiati per le nostre grandi imprese aeronautiche, navali, ferroviarie, scientifiche e socialitarie, oltre che per la nostra audacia di sputare in faccia la verità.
Fu quel mitico uomo che l’11 novembre del 1937, ebbe il coraggio di far uscire l’Italia dalla Società delle Nazioni affermando tali grandiose ed elevatissime parole:
“Le buone intenzioni di taluni Governi annegano, non appena i loro delegati entrano in contatto di quell’ambiente esiziale che è il sinedrio ginevrino, manovrato da torbide forze occulte nemiche della nostra Italia e della nostra Rivoluzione. In queste condizioni non era più oltre tollerabile la nostra presenza sulla porta di Ginevra. Feriva la nostra dottrina, il nostro stile, il nostro temperamento di soldati. Si avvicinava l’ora in cui bisognava scegliere in questo dilemma: o dentro o fuori. Dentro? Fuori? Ecco che noi gridiamo il nostro basta! e ci allontaniamo senza alcun rimpianto dal barcollante tempio dove non si lavora per la pace, ma si prepara la guerra.”
…
Non credete che l’ONU assomigli un tantino a questa “Società delle Nazioni”? Non dimentichiamoci che l’ONU è sempre pronta ad attaccare e a sanzionare tutti quei Paesi che non si piegano sotto lo sporco gioco US-RAELIANO… gli ultimi imputati sono Iran e Siria, giusto per fare qualche esempio.
Perchè Israele che da 60 anni ha in atto un vero e proprio olocausto nei confronti dei palestinesi, non viene minimamente lambito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite?
La perdita della guerra del SANGUE CONTRO L’ORO, ha inevitabilmente portato alla vincita del becero materialismo e all’annullamento dell’Uomo quale essere pensante e sentimentale; i risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti, perciò è inutile continuare ad illudersi che questo sistema possa andare avanti ancora per molto.
Gli speculatori internazionali attraverso i loro metodi di manipolazione mentale e distrazione della “plebaglia” continuano la loro incessante opera di arricchimento personale, dirigendo governi ed enti sovranazionali attraverso massoneria e torbide forze occulte.
BISOGNA tornare ad essere Uomini e abbandonare immediatamente gli ormai scaduti sistemi economico-statali, è l’unica via d’uscita per poterci assicurare un futuro migliore e decoroso!
Giusto per restare in tema… avete sentito parlare dell’ESM? No? Allora date un’occhiata qui!
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio
Oramai la “questione iraniana” sta per volgere al termine… Stando alle ultime dichiarazioni degli israeliani, in primavera, questi devastatori di Popoli, potrebbero dichiarare guerra all’Iran con il solito pretesto delle armi nucleari.
Premesso che l’Iran, al contrario di Israele, non hai mai negato all’AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) i controlli all’interno delle sue centrali nucleari, il prossimo conflitto, causato come al solito dagli ebrei, potrebbe seriamente evolvere in una guerra di entità decisamente maggiore.
Nel caso in cui l’Iran venisse attaccato da Israele, e di conseguenza dagli USA (con tutti i relativi Paesi NATO), sarebbe ipotizzabile l’entrata in guerra a fianco dell’Iran, della Cina e plausibilmente anche della Russia, oltre ad altri Paesi Arabi non ancora sottomessi alle forze mondialiste.
Certo, sono solo supposizioni, ma chi durante l’applicazione della risoluzione ONU nei confronti della Libia di Gheddafi, non ha notato la tensione contraria dei cinesi e dei russi? Un loro cedimento è quindi facilmente presupponibile.
Sarà la solita guerra-lampo? O si va verso la terza guerra mondiale? Se quest’ultima tesi venisse avvalorata, potremmo già parlare di un’altra guerra del SANGUE CONTRO L’ORO.
In ogni caso, aldilà di quello che accadrà in un futuro non molto prossimo, questo putrido sistema distruttore di Popoli, non potrà continuare imperterrito nella sua opera senza essere minamente lambito. Prima o poi, tutte le tensioni accumulate negli anni verranno scaricate e in quel momento non ci sarà più posto per le belle parole.
Ci sarà spazio solo per la guerra, e affinchè serva a risolvere qualcosa, guerra sia!
27 gennaio, il giorno della menzogna
Anche quest’anno, i media di regime, assieme all’accozzaglia antifascista, ci hanno bombardato con le loro “memorie per la Shoah”.
E’ risaputo che quest’evento risulta essere l’unico “genocidio” (ma è avvenuto come lo descrivono?) ininterrottamente “ricordato” da oramai 80 anni… E allora perchè non ricordiamo anche il genocidio americano nei confronti degli indios d’America? O quello degli Armeni? O ancora, quello comunista in Cina, URSS e Cuba? Macchè quelle sono nullità… Il “male assoluto” E’ e DEVE RESTARE SOLO LA “SHOAH”.
Giusto per commemorare la scempiaggine di questi elementi, e, vista la sempre crescente attualità delle idee fasciste e nazionalsocialiste, vedete cosa riporta il giornale online “il fatto quotidiano”.
Choc in Germania, a un giorno dal ricordo della Shoah pubblicate parti del Mein Kampf
Ci siamo quasi: il 27 gennaio, il giorno della memoria. Il ricordo della Shoah: per non dimenticare. Ebbene, domani, proprio il giorno che lo precede (strana coincidenza), sarà pubblicata in Germania, per la prima volta dal Dopoguerra, una serie di brani di Mein Kampf, la «bibbia» hitleriana (ai tempi l’edizione del libro aveva lo stesso formato del testo sacro). L’iniziativa, criticatissima, è dell’editore inglese Peter McGee. Ma il dibattito sul progetto, che rompe un tabù in terra teutonica, si estende anche a una scadenza non così lontana. E che riguarda il mondo intero: dal 2016 Mein Kampf sarà libero di diritti. Potrà essere utilizzato liberamente nell’era di Internet. Come procedere? Imporre solo edizioni critiche e ampiamente commentate? Introdurre limiti e autorizzazioni?[...] La scadenza del 2016: cosa fare di Mein Kampf? Al di là delle polemiche a Berlino per l’iniziativa dell’editore Peter McGee, resta un altro problema, la fine del copyright il 31 dicembre 2015, a 70 anni dalla morte dell’autore. Il testo diventerà di domino pubblico. A Parigi l’associazione Initiative de prévention de la haine chiede che si imponga, in Francia e, se possibile, anche altrove, una segnaletica particolare per il libro e l’obbligo che sia utilizzato solo se commentato e inserito nel suo contesto
AVETE CAPITO? COME AL SOLITO VOGLIONO CENSURARE, MODIFICARE, DISTORCERE E TRASFORMARE LA REALTA’, PERCHE’ LA VERITA’ FA MALE! I “vertici della società” sanno benissimo che il MK, oltre ad essere un libro NORMALISSIMO ed ECCEZIONALE (lo dico perchè l’ho letto), è uno di quei libri “pacchi-bomba” che risveglierebbe molte menti in piena fase di torpore (e sono proprio tante…).
Per chi volesse approfondire la questione olocaustica, consiglio questo sito http://olo-truffa.myblog.it/ , se siete al primissimo approccio invece, date prima un’occhiata qui http://www.timmylove.altervista.org/tl/zr/olodogma.html
Leggetelo, solo così potrete capire cosa intendo. Ma attenzione ad acquistare la versione originale non censurata, nè modificata!
Se vorrete potrete acquistarla direttamente dal nostro movimento, inviando una email all’indirizzo campania@fascismoeliberta.info
Cosa fu realmente la razza ariana?
Oggi vorrei trattare una questione fin troppo dibattuta (male), sulla quale, il mio senso di dovere da fascista, mi spinge ad esaminare, onde demolire le colossali pontificazioni a carico di essa.
Troppo spesso si sente cicalare di “razza ariana”, senza che neppure s’abbia idea di quale sia la base fondamentale sulla quale si erige il concetto REALE di siffatta parola.
La tesi più sostenuta, quella più in voga, quella assiomatica pseudo-teoria conosciuta dalle masse e tramandata di tanto in tanto dal coacervo antifascista, è sempre la stessa… A detta loro infatti, la razza ariana è composta da quegli uomini aventi possenti fisici, capelli biondi e occhi azzurri…
Oggi, dopo un attento studio di qualsivoglia testo dell’epoca, magari anche con l’ausilio di documentazione fotografica, possiamo affermare con assoluta certezza che tale demenziale definizione sia solo una BALLA COMPLETAMENTE INVENTATA dai signori di cui sopra.
Secondo Voi, potevano Mussolini e Hitler, grandi sostenitori dell’arianesimo, abbracciare una teoria che andasse contro loro stessi?!?
Sciaguratamente questi sono i risultati dell’abissale ignoranza in materia, amplificata in maniera immane da 70 anni di storture faziose della realtà, successivamente convertita a verità ASSOLUTA.
Prima di proseguire con qualsiasi altro discorso però, è bene chiarire che con razza ariana ci si riferisce ad una razza superiore in senso Spirituale, NON in senso biologico! E nel corso di questo scritto lo dimostrerò passo per passo.
Studiando gli scritti di Giani, è chiaro come l’acqua di fonte il riferimento a quella società di uomini dell’epoca preistorica fondata da Rama (sacerdote anti-violento), che si scagliò contro i bruti sciti (non sciiti) e vi fondò nel lontano Iran la culla della vera civiltà europea. Più tardi, quegli stessi popoli, daranno origine alla grandiosa civiltà romana.
Ma quali furono le peculiarità del Popolo Romano originatosi grazie a Rama? Esso si contraddistinse per esser stato il costitutore dell’Europa dell’Ariete, quell’Europa quindi, formata da quei grandiosi uomini che incarnarono la tradizione di onesti lavoratori e costruttori di civiltà.
Essi possono essere definiti i fondatori della vera Europa, i fondatori della stirpe educata ad abnegare, a costruire, a credere in determinati valori.
Dobbiamo a loro la creazione dell’Europa antimaterialista e spiritual-sentimentale, che più volte, nel corso della storia, si è battuta contro l’Europa del toro, materialista, affamata d’oro e assassina dello spirito (costituita quest’ultima essenzialmente, ma non esclusivamente, da popolazioni semitiche).
Studiando meglio la storia, è facilmente notabile l’eterna lotta tra le due Europe, quella dell’Ariete e quella del Toro.
Di memorabile portata fu lo scontro tra Roma e la semita Cartagine, quando Roma spirituale trionfò sulle forze materiali dei ricchi mercanti cartaginesi.
Come ultimo esempio di questa eterna lotta, vi è proprio l’ultima guerra mondiale, la cosiddetta guerra del “sangue” contro “l’oro”.
Ecco chi erano gli ariani. Un popolo che si contraddistinse per la sua elevatissima moralità; mai nessuno parlò di capelli biondi e cose similari. Si parlò piuttosto della costituzione di una civiltà mediterranea (europea), ma nessuno mai si scagliò contro i neri o contro chi non aveva gli occhi azzurri.
La spiritualità assunse un ruolo molto importante quasi essenziale nel concetto di arianesimo, ed è per questo che quello stesso spirito insito nella nostra stirpe, venne risvegliato dal fascismo.
Gli ariani che andarono in Africa non lo fecero mai per sfruttamento o sottomissione.
Le popolazioni locali vennero civilizzate, e si insegnò loro come le innovazioni più disparate, avrebbero potuto migliorare la loro vita quotidiana. Come dimostrazione di quello che sto dicendo, basti vedere la mole di opere fasciste eseguite nei territori africani italiani.
E come non ricordare quei fascisti portatori di libertà ma disdegnatori della libertarietà, che abolirono la schiavitù in Etiopia e vi piantarono il tricolore in segno di solidarietà?
Giusto per completare il quadro di tipo “razziale”, non posso non spezzare anche una lancia a favore del nazionalsocialismo.
A chi parla di razzismo nazista consiglio vivamente di andare a vedersi le legioni SS africane, indiane, arabe ed ebree.
Così soltanto forse comprenderete che il concetto di “razza” sia stato esclusivamente spirituale e concenzional-vitale.
